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Coloro che richiedono una psicoterapia sono persone che lamentano un malessere psichico (ansia diffusa, attacchi di panico, depressione, disturbi psicosomatici, ecc. ) che rende il loro vivere più difficile di quello che in realtà dovrebbe o potrebbe essere. Presentano un disagio più o meno marcato che desiderano comprendere e superare, in vista di un equilibrio psicofisico più armonico e vitale.

Scopo della psicoterapia è la liberazione del paziente dal disagio lamentato e l’aiuto alla formazione di una personalità più autentica.

La psicoterapia è l’incontro e il dialogo tra due persone. Il paziente ha l’opportunità di esprimere pensieri ed emozioni che accompagnano il suo malessere; lo psicoterapeuta è un professionista disposto ad ascoltarlo e orientato a comprenderlo nella sua interezza. Il paziente impara a conoscere   varie parti del proprio Sé, ad integrarle per giungere alla risoluzione di quei conflitti interni che causano il suo malessere e originano la sintomatologia di cui è portatore. Il terapeuta offre al paziente ascolto e competenza, il paziente offre al terapeuta la propria storia, le proprie fragilità e il desiderio di stare bene. Insieme, paziente e terapeuta, pensano e sentono, per favorire la crescita, l’autoaffermazione, la creatività. Pensano e sentono insieme in un modo in cui nessuno dei due, da solo, avrebbe potuto sentire.

La storia di vita del paziente diventa uno strumento utilissimo per consentirgli di rileggere la propria esperienza e la propria evoluzione, curando ferite insanate, individuando false credenze e distorte immagini di sé, di cui sovente non è consapevole. Quando il paziente arriva in seduta e racconta la propria storia presente e passata, tocca punti, anche dolorosi, di sé, dei propri familiari, degli amici. Spesso si trova ad un bivio, avverte un vuoto interiore, i conti non tornano più, i legami affettivi vacillano. E’ proprio questo il momento per ri-raccontare la propria storia a qualcuno capace di ascoltare e di accoglierla per condividere dubbi, dolori, passioni. E’ qui che si possono recuperare elementi dimenticati o mai conosciuti per ri-scrivere il nostro passato che funge da base solida per un presente meno doloroso e un futuro creativamente costruttivo: un passato non più oscuro ma capace di proiettare una luce sul presente e sul futuro.

Un buon lavoro psicoterapeutico consente di affrontare la fatica quotidiana del vivere con una maggiore consapevolezza dei propri mezzi ed un sano riconoscimento dei propri limiti. Il successo di una psicoterapia dipende dalla qualità della interazione dei due apparati psichici e dalla capacità di dialogo autentico che si instaura nella relazione psicoterapeutica in un clima di reciproca fiducia. Le opportunità interpretative offerte dal terapeuta saranno sempre e comunque al servizio e nell’interesse del paziente. Un buon lavoro psicoterapeutico non è quello che “cambia” la persona ma è quello che trasforma la sofferenza nevrotica, la difficoltà a comunicare con l’altro, la fatica di lavorare ed amare, nella possibilità di vivere e condividere quella felicità che la vita ci consente di avere.

Quando finisce una psicoterapia? Se lo scopo della medicina è quello di guarire un organo compromesso o mal funzionante, riportandolo al suo stato precedente, lo scopo della psicoterapia è quello di promuovere una crescita che possa durare nel tempo anche quando il lavoro psicoterapeutico è terminato. Potremmo dire che con la psicoterapia non si guarisce tornando ad essere come prima ma ci si modifica attraverso il superamento di schemi e comportamenti nevrotici sviluppando la nostra personalità attraverso una crescita naturale.